Disponibile bozza Decreto Dignità

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In attesa che il Decreto Dignità trovi la propria via parlamentare, cominciano ad essere note le, possibili, diverse novità della norma. Questa interverrà, in maniera sostanziale, soprattutto in materia di lavoro e, quindi, sul Decreto Legislativo n. 81/2015 (c.d. “Jobs Act”). Il Ministro del Lavoro punta ad imprimere una svolta all’economia intervenendo sulle condizioni dei lavoratori, nonché sul mondo dell’impresa e sui soggetti deboli (ad esempio: vittime gioco d’azzardo). La sua discussione all’interno del Consiglio dei Ministri era prevista per la giornata del 27 giugno, ma alla fine si è deciso per uno slittamento.

 

Note, comunque, le aree di intervento del Decreto:

– lotta al precariato;

– contrasto alla delocalizzazione delle imprese nei confini dell’UE;

– contrasto alla ludopatia.

 

Contrasto Al Precariato

Il Titolo I della bozza è incentrato sulla lotta al precariato, volendo riformare, come anticipato, in parte il Jobs Act e le altre leggi in materia di lavoro. Le modifiche più interessanti riguardano i contratti a tempo determinato, che si potranno rinnovare fino a un massimo di 36 mesi e solo per “esigenze temporanee ed oggettive estranee all’ordinaria attività del datore di lavoro”, oppure “connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria” o “relative a picchi di attività stagionali”. Qualora il rapporto di lavoro si prolungasse oltre i 36 mesi, “si trasformerà in tempo indeterminato”. Il costo contributivo aumenterà ad ogni rinnovo.

Novità anche per quel che riguarda la somministrazione, lo staff leasing. Nella bozza del decreto dignità si trova la cancellazione di questa tipologia relativamente al tempo indeterminato. La somministrazione potrà essere solo a tempo determinato.

 

Contrasto Alla Delocalizzazione

Il Titolo II è focalizzato sul contenimento del fenomeno della “migrazione” delle imprese all’estero, inasprendo i vincoli per le aziende che usufruiscono di incentivi e di aiuti da parte dello Stato e delle pubbliche amministrazioni. La bozza prevede altresì una nuova definizione dei divieti e delle sanzioni attualmente applicate: secondo l’articolo 1, qualora ci sia stata delocalizzazione da parte dell’impresa che abbia goduto di benefici e contributi statali, questi dovranno venir meno e sono inoltre previste sanzioni di importo da due a quattro volte i benefici medesimi.

Si può leggere inoltre  l’obbligo di mantenere il personale impiegato presso la stessa unità produttiva “agevolata” per almeno dieci anni. Alla violazione di quest’obbligo corrisponde la revoca (totale o parziale) dei benefici concessi.

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